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Racconto per spiegare il Covid ai bambini del futuro

In un tempo non molto lontano il mondo era tranquillo. Ad una settimana dal Natale tutti erano frettolosi, si affannavano per le compere del Natale, e nessuno si curava degli altri, erano tutti concentrati su sé stessi. Chi guardava il nuovo cellulare, chi guardava le vetrine per acquistare il più bel completo per il Capodanno e fare bella figura... Nessuno più si curava degli anziani nelle case di riposo, dei nonni lontani, dei compagni di banco meno fichi. Così arrivò dalla lontana Cina un mostro spaventoso che quando ti colpiva ti mancava il respiro. Questo mostro era infido e cattivo, non si mostrava ma pian piano tutto il mondo si accorse della sua presenza. Iniziò a colpire gli anziani abbandonati, silenziosamente si faceva presente e dopo molte sofferenze li portava via con sé. Era cattivo fino in fondo, passava da un uomo all'altro silenziosamente, bastava uno starnuto o solo un saluto. Allora il mondo cercò di reagire e fece chiudere in casa ogni persona, chiuse le scuole, i musei, le piscine, i negozi, i cinema... tutto il mondo si spense, la natura cercò di prendersi di nuovo i suoi spazi e gli uomini che prima non guardavano oltre il loro naso iniziarono a pensare a quanto tempo avevano sprecato, a pensare solo a cose futili, iniziarono come per magia a pensare ai nonni che non vedevano più, alle persone meno fortunate, alle feste di famiglia dove non c'era il cellulare mala tombola, i mandarini e le risate dei bambini, e cominciarono a rendersi conto di quanto avevano perso. Ma il brutto mostro non gli diede scampo: nemmeno più le passeggiate si potevano fare. Così la terra si rivoltò, gli uomini che avevano perso la speranza si incattivirono e fecero tante brutte cose, ma altri, quelli che avevano ancora la speranza, quelli che non avevano perso il bambino interiore, iniziarono a combattere col bene e con l'amore e con le opere di carità, dando coraggio ai cavalieri dal camice bianco, che combattevano tutto il giorno anche senza riposare, e sembrava che col passare dei mesi, arrivando l'estate, il mostro fosse andato via, e così pian piano tutti iniziarono ad uscire, ad andare al mare a fare cose insieme, ma con la paura nel cuore. Timidamente il mondo cercava di guarire e di rimediare ai propri errori. Ma arrivato l'inverno si ripresentò, più feroce di prima, questa volta portava via con sé giovani e bambini. Ma gli uomini non si arresero e non smisero mai di combattere, e proprio dopo quasi un anno dall'arrivo del Natale i cavalieri dal camice bianco trovarono un rimedio, un'arma potente fatta di ricerca e pazienza, d'amore e di scienza. Crearono un'arma per sconfiggere il mostro e la notte di Natale, Babbo Natale consegnò in ogni casa del mondo l'arma che tutti, grandi e piccini, seppero usare. E così la mattina di Natale le piazze del mondo si riempirono e tutti gli uomini della terra festeggiarono insieme, una festa per tutti, alti, grossi, magri, neri, gialli... tutti, poveri, ricchi, nessuna differenza, nessuno era arrabbiato, erano tutti fratelli, e così il giorno di natale erano tutti fratelli e il Covid-19 morì e fu solo un brutto ricordo. 
Ma una cosa buona ha fatto questo grande male: ha unito chi si era allontanato.


Grazie a Emiddio e Sabrina Salzano, rispettivamente della 4^A del Plesso di Lavorate e della 2^M della scuola media "G. Amendola" di Lavorate, per questo racconto, e per la speranza infusa a tutti alla fine del testo. Manca poco, ragazzi, il 27 dicembre è vicino!







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