"Di Natale si usano i presepii, divozione tutta propria del Napoletano. Consistono nel rappresentare la nascita del Redentore, formando al naturale un paesaggio. Quasi ogni casa ne ha il suo, più o meno grande e ve ne ha di quelli che occupano più stanze. Non pochi di essi meritano l'attenzione dell' uomo di gusto. Architettura, abitazioni rustiche, antichità, fogge di vestire antiche e moderne, fiumi, ponti, montagne, utensili, costumi nazionali, tutto vi è rappresentato con infinita arte. Qualcuno di cotai presepi sono messi in azione e si chiamano presepi che friccicano (si muovono). Vi vedrai la donna sul terrazzo che spande il suo bucato al sole, il fornaio ecc... Quei delle chiese sono per ordinario mea belli. Il popolo ha la divozione di fare, nei giorni che procedono il Natale, la novena davanti questi presepii . Consistono tali novene nel sonarsi la cornamusa ed altri istrumenti e nel cantarsi qualche sacra canzone. Vengono dalle provincie pastori colle cornamuse e suonatori di arpe e di violini pe eseguire tali funzioni".
(Tratto da "Guida per Napoli e suoi contorni" di L. Galanti, Napoli 1861).

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